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SIMPLY BIZ: “OPERATORI IN ORO, L’A.N.T.I.C.O. SCRIVE AL GOVERNO PER CHIEDERE UNA REVISIONE DEL DECRETO SOSTEGNI: “IL FATTURATO NON E’ SINONIMO DI GUADAGNO”” – Leggi l’intervista al dott. Ragno

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Una revisione dei criteri di assegnazione dei contributi economici previsti dalla bozza del decreto che riguarda i “sostegni”, considerati “penalizzanti” per gli operatori dediti al commercio e/o alla produzione di beni e oggetti in oro. È quanto richiesto dall’Antico, Associazione nazionale tutela il comparto oro, al presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi e al ministro dell’Economia e delle finanze Daniele Franco. Con Nunzio Ragno, presidente dell’Antico, parliamo dell’attuale scenario e delle proposte avanzate per un maggior aiuto alle imprese di settore.

Quali sono le criticità che emergono dalla bozza di decreto?

“Il riferimento al fatturato prodotto per la determinazione delle perdite legate all’emergenza covid non garantirebbe un equo sostegno economico agli operatori che commercializzano e producono oggetti in oro; questo, visto che il fatturato di tali soggetti è determinato dalle quantità vendute in rapporto alle quotazioni dell’oro, che sono soggette a continue fluttuazioni di mercato. Proprio in riferimento a tale ultimo aspetto, occorre sottolineare come nel corso del 2020, precisamente da gennaio ad agosto, il prezzo dell’oro abbia avuto una forte impennata, passando da poco più di 43 a 55 euro al grammo, cosa che ha inciso positivamente sul volume d’affari annuo e lasciato erroneamente ipotizzare un incremento dei profitti”.

Che non si è verificato?

“No, perché si deve considerare anche il contestuale aumento dei costi sostenuti per l’acquisto delle merci e delle materie prime, nonché la riduzione delle quantità effettivamente vendute”.  

Quindi quale richiesta avete avanzato all’esecutivo?

“Piuttosto che basare l’approccio sul mero fatturato, che per le imprese che commercializzano e producono beni soggetti a continue fluttuazioni di mercato, non rappresenterebbe una “grandezza” veritiera, abbiamo proposto al governo la revisione dei criteri di assegnazione dei contributi previsti dalla bozza del Decreto Sostegni, chiedendo di calibrare la determinazione delle perdite sull’ammontare degli effettivi margini di guadagno che, soprattutto, per effetto delle minori quantità movimentate hanno senz’altro subito una flessione negativa rispetto all’anno 2019”.

Intervista Simply Biz 12-03-2021 (128.1 KiB)

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