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ORO, E’ TEMPO DI CAMBIARE – Leggi l’intervista del dott. Nunzio Ragno

Leggi l’intervista del dott. Nunzio Ragno, pubblicata su La Gazzetta del Mezzogiorno, in merito all’evoluzione del settore aurifero e i relativi provvedimenti normativi.

In attesa della conclusione dell’iter parlamentare per l’approvazione del Disegno di legge n. 237 e dei Disegni di legge abbinati che dovrebbero mettere mano a una riforma organica in materia di tracciabilità e antiriciclaggio per il commercio degli oggetti preziosi è già tempo per gli operatori del settore aurifero di prepararsi per far fronte agli adempimenti previsti dalle innovazioni apportate alle normative in vigore. Si va dalle misure introdotte nelle linee guida del decreto di delegazione europea 2015 in ottemperanza al recepimento della IV Direttiva UE del Parlamento e del Consiglio n. 849 del 2015, che riguardano l’antiriciclaggio e adeguati raccordi con la normativa di Pubblica sicurezza disciplinata dal Testo unico delle legge sulla pubblica sicurezza (Regio Decreto n. 773 del 1931 e relativo Regolamento n. 635 del 1940) per il supporto all’attività di polizia ai fini dell’ordine pubblico, alle novità tecniche riferite alle comunicazioni da effettuarsi presso l’anagrafe tributaria in materia di rapporti finanziari a carico degli operatori professionali in oro che commercializzano oro da investimento. “Il troppo tempo perso finora in sede Parlamentare ha fatto si che, a causa dell’impellente necessità di regolamentare il settore dell’o ro, che manca ancora di una specifica normativa, ma che registra, talvolta, fenomeni criminali di riciclaggio di danaro e di reimpiego di proventi di attività illecite, alcune misure contenute nei testi dei disegni di legge fermi al Senato fossero anticipate da altri provvedimenti normativi anche di provenienza europea” dice a Finanza & Sviluppo Nunzio Ragno, commercialista e Presidente dell’Associazione Nazionale Tutela Il Comparto dell’Oro(ANTICO), un’associazione di riferimento per la categoria. Non mancano, però, disposizioni anche in materia amministrativa di rispetto alle leggi di Pubblica sicurezza che vengono dipanate sul territorio nazionale in maniera poco omogenea; il riferimento è all’art 9 del Tulps che impone l’osservanza alle prescrizioni formulate dalla P.S. per il pubblico interesse. Infatti, risale a poco tempo fa l’ulteriore obbligo al rispetto dell’art. 128 (fermo amministrativo di cose preziose) imposto anche a società che si occupano della fusione degli oggetti preziosi (fonderie) oltre che a soggetti quali “comproro ” e/o “gioiellerie” che si dedicano all’acquisto dei preziosi dai privati; tanto disposto da una Nota Ministeriale diramata alle Questure d’Italia invitate, a meno di una deroga concessa dallo stesso ufficio di polizia, a far osservare il termine di dieci giorni anche per gli acquisti di preziosi usati effettuati da operatori commerciali di settore.

Altrettanto importanti sono le nuove misure in arrivo per il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale previste dalle nuove linee guida per la formulazione delle metodologie di controllo emanate dall’Agenzia delle Entrate per le attività di compro oreficeria e gioielleria, nonché nell’estensione delle verifiche fiscali utilizzando lo strumento delle indagini bancarie finalizzato all’accertamento fiscale in capo agli esercenti per le ingenti movimentazioni bancarie registrate nelle operazioni commerciali.

“Si è persa una buona occasione! Nonostante il Ddl n. 237 sarebbe stato migliorabile come anticipato in precedenza, la sua eventuale mancata approvazione non consentirà il raggiungimento dell’obiettivo di una riforma organica auspicata. L’intero settore del commercio e della lavorazione dell’oro nonché degli oggetti preziosi necessita di una riformulazione ad hoc delle poco chiare, insoddisfacenti e lacunose leggi esistenti nel comparto a partire dalla legge 7 del 2000; ci sarebbe voluta una intera riforma strutturale e organica che facesse prima chiarezza sugli ambiti di applicazione delle leggi di riferimento come il Regio decreto n.773 del 1931 (Tupls) e la stessa legge 7 del 2000 in materia di liberalizzazione del commercio dell’oro ”.

 

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