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COMUNICATO STAMPA: L’OAM ESCLUDE LE ASSOCIAZIONI DEI COMPRO ORO DALLA LEGITTIMA PARTECIPAZIONE IN ASSEMBLEA

COMUNICATO STAMPA

In data 10 maggio 2019 u.s., l’assemblea dell’Organismo degli agenti e mediatori – OAM, ha deliberato lo Statuto di trasformazione dello stesso in Fondazione, non riconoscendo alle associazioni rappresentative degli operatori compro oro poteri partecipativi e decisionali.

Codesta associazione, lamenta la mancata osservanza, da parte di OAM, del dlgs n. 141/2010 che lo ha istituito, prevedendo anche lo svolgimento, da parte di questo, di altri compiti previsti dalla legge; esempio ne è il dlgs n. 92/2017 che ha disposto la tenuta del Registro degli operatori compro oro in capo al medesimo organismo.

In osservanza a tali previsioni normative, l’OAM avrebbe dovuto apportare, necessariamente, una variazione statutaria nella quale prevedere la possibilità, previa verifica dei requisiti previsti, di far partecipare in assemblea altre categorie di soggetti contemplati dalle leggi, così come è stato per gli operatori compro oro disciplinati dal predetto decreto 92/2017, che versano all’organismo un contributo annuale di iscrizione.

In spregio a ciò, invece, l’Organismo trasformandosi in Fondazione, e in pendenza di esito dell’istanza di ingresso presentata da A.N.T.I.C.O. in possesso dei requisiti richiesti, riconosce nuove figure denominate “altri soggetti”, come gli operatori compro oro e i cambia valute, sottraendo però, a questi ultimi poteri partecipativi e decisionali; tanto, depauperando e svilendo le potestà che legittimano l’esercizio di un diritto soggettivo di partecipazione, nonché violando il principio di eguaglianza fra tutti gli associati, così sfociando in un chiaro abuso di potere.

Si è appreso da fonti pubbliche che il Presidente di OAM, Antonio Catricalà in occasione del  Leadership Forum Summer 2019 svoltosi lo scorso 28 maggio a Roma, avrebbe commentato: “…….. abbiamo scelto di non fare entrare i rappresentati dei compro oro e dei cambia valute, che sono soggetti nei confronti dei quali l’Organismo non esercita un’attività di vigilanza ma di semplice tenuta degli elenchi…..”

Tale incauta e personale affermazione, dovrà essere valutata, sotto il profilo normativo, dal MEF, sentita la Banca d’Italia, che si accingerà ad approvare il nuovo Statuto che giace, al momento, ancora presso gli uffici del Ministero per la ratifica, e che non sarebbe conforme alle norme.

“Nessuno deve sentirsi al di sopra della legge! Commetterebbe un grave errore chi lo pensasse; la questione non è di natura discrezionale che gira intorno alle convinzioni di alcune persone di comando, ma, sic et simpliciter, al rispetto delle leggi dello Stato, che non mai, come in questo caso, dispongono in modo chiaro e inequivocabile. I vertici di OAM avrebbero dovuto, già da tempo, aprire le porte ai nuovi soggetti iscritti che contribuiscono, con i propri versamenti, al mantenimento dell’organismo; questo tra l’altro, senza farne una futile e artata differenziazione tra soggetti vigilati e soggetti iscritti, nonché tra albi, elenchi e registri. Infatti, tale distinguo non viene  contemplato da nessuna norma di riferimento; quindi, un mera invenzione mediatica”.

Questo, il commento di Nunzio Ragno, Presidente di A.N.T.I.C.O., che rigettando l’addebito, invita in primis, l’organismo a ritirare e modificare lo statuto approvato nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza, e in subordine, esorta chi di dovere a non ratificare la variazione statutaria in presenza di palesi abusi riscontrati.

Comunicato STAMPA A N T I C O Del 20-06-2019 (1.0 MiB)

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