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LABITALIA – COMPRO ORO: A.N.T.I.C.O., IL MEF RIVEDA LA POSIZIONE DELL’ARTIGIANO ORAFO

IL DUBBIO NEWS

Roma, 1 ott. (Labitalia) – “Il Mef riveda la posizione dell’artigiano orafo”. A dirlo Nunzio Ragno, presidente di Antico, Associazione nazionale tutela il comparto dell’oro, in merito all’obbligo di iscrizione al registro degli operatori compro oro, in capo ai titolari di imprese orafe artigiane. […]

Roma, 1 ott. (Labitalia) – “Il Mef riveda la posizione dell’artigiano orafo”. A dirlo Nunzio Ragno, presidente di Antico, Associazione nazionale tutela il comparto dell’oro, in merito all’obbligo di iscrizione al registro degli operatori compro oro, in capo ai titolari di imprese orafe artigiane. Il presidente Ragno fa notare che “la mancata produzione del certificato di attestazione (possesso e perdurante validità della licenza) da parte degli artigiani orafi esercenti anche l’attività di ‘compro oro’, oltre a quella artigianale, rappresenta una non proprio corretta lettura e interpretazione dell’impianto normativo vigente, in riferimento alle eventuali e possibili attività specifiche esercitate”.

“Per l’esercizio dell’attività di compro oro -spiega- esercitata in modo secondario, l’orafo artigiano dovrebbe essere in possesso, non solo dei requisiti per lo svolgimento dell’attività artigianale, ma anche della licenza di pubblica sicurezza. L’impresa artigiana esercente anche l’attività di compro oro dovrebbe, quindi, rivolgersi alla questura territorialmente competente, previo possesso di regolare licenza di cui all’articolo 127 del Tulps, per il rilascio dell’Attestazione necessaria per l’iscrizione Oam”.

Per Antico, “queste osservazioni rappresentano un importante assist alle istituzioni finalizzato a meglio regolamentare l’attività artigianale che sfocia molto frequentemente nel commercio degli oggetti preziosi usati”. “Infatti, l’eventuale assenza di titolo autorizzatorio rilasciato dalla questura territorialmente competente -avverte- lascerebbe spazio all’esercizio dell’attività di compravendita di oggetti preziosi usati al netto della verifica preventiva dei necessari requisiti di onorabilità (soggettivi e oggettivi) previsti per legge per lo svolgimento di tale attività; tanto, altresì, presterebbe il fianco a facili elusioni della norma antiriciclaggio, e quindi, all’ingresso agevolato e incontrollato di soggetti privi di requisiti previsti dalla legge per l’attività di compro oro”.

COMUNICATO STAMPA - LABITALIA 01-10-2018 (349.6 KiB)

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