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CORRIERE TORINO: “ANELLI E BRACCIALI DI FAMIGLIA, CHI LI COMPRA FA GRANDI AFFARI” – Leggi l’intervista del dott. Nunzio Ragno

CORRIERE TORINO

«Gli utenti principali sono i lavoratori in cassa integrazione e i piccoli proprietari di negozi e ristoranti. Sono quelli che hanno sofferto di più e necessitano di liquidità immediata. Ma vengono anche medici e bancari, persone facoltose che vendono i loro beni per non rinunciare a quel lusso in più e difendere la propria immagine». A parlare è un commerciante che con la crisi economica generata dal covid sta facendo i classici «affari d’oro», acquistando i gioielli conservati nei cassetti dei torinesi. Nelle ultime settimane, infatti, sono aumentate a dismisura le persone che si rivolgono agli sportelli dei compro oro come ultimo asso nella manica. Rispetto al periodo pre pandemia il mercato è cresciuto del 50%, un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà quota 1,2 miliardi di euro. La ragione è facilmente intuibile: monetizzare i ricordi di una vita per ottenere subito il denaro contante, senza aspettare i tempi del governo per gli ammortizzatori sociali. E così la fotografia più autentica degli effetti del covid si trova sui banchi dei compro oro: le collanine della prima comunione, gli orecchini dell’ex fidanzato, ma anche i lingotti da investimento. Si è tornati a usufruire dell’unico bene di rifugio: l’oro.

2Il prezzo del metallo giallo è salito alle stelle, raggiungendo il picco più alto degli ultimi 20 anni. Al momento i 24 carati sono valutati 54 euro al grammo, l’anno scorso nello stesso periodo 35. Inoltre il Piemonte è la terza regione per numero di sportelli, dietro solo a Lombardia e Lazio. In tutto il territorio si registrano 350 attività, di cui 110 a Torino (nel 2010 erano 300) e 190 nella sua provincia. «Si offre una possibilità in più, in questo modo le persone evitano di rivolgersi agli usurai», spiega Nunzio Ragno, presidente di Antico, l’Associazione nazionale di tutela del comparto dell’oro. «Su queste attività permane un certo pregiudizio perché qualche commerciante può approfittarsene — continua — ma è sufficiente rivolgersi a più sportelli prima di vendere». I clienti in coda però non intendono solo monetizzare: «Il traffico è aumentato anche in uscita, chi compra sempre più spesso si rivolge all’usato per risparmiare. Un esempio è il giovane fidanzato che regala l’anello alla ragazza». A Torino le attività dei compro oro sono aumentate del 10% in un anno, e il guadagno medio va dai 3 ai 5 mila euro al mese. Non tutti però registrano numeri maggiori. «Il lavoro procede come prima — racconta Angelo, responsabile di un punto raccolta in via Cernaia — però rispetto ad altre attività non ci lamentiamo, nella nostra via molti pensano di chiudere. Vengono un po’ tutti: madri di famiglia, giovani freelance, pensionati. Per molti è la prima volta. Si mettono in coda e attendono con impazienza la valutazione. Conclusa la contrattazione sui loro volti appare un’espressione di sollievo: per un mese potranno fare la spesa, pagare le bollette, saldare una rata».

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