Home / News / CIRCOLARE N° 4-2019: “CHIARIMENTI IN MATERIA DI “DICHIARAZIONI IN ORO” EX ART. 1, COMMA 2, LEGGE N° 7/2000″

CIRCOLARE N° 4-2019: “CHIARIMENTI IN MATERIA DI “DICHIARAZIONI IN ORO” EX ART. 1, COMMA 2, LEGGE N° 7/2000″

A seguito di Richiesta di Chiarimenti, inoltrata dalla scrivente Associazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) – Servizio Analisi e Rapporti Istituzionali – Divisione Analisi Flussi Finanziari, con la presente circolare si forniscono le opportune indicazioni applicative al fine di migliorare l’operatività e fugare ogni eventuale dubbio interpretativo circa l’obbligatorietà della comunicazione alla stessa UIF delle cessioni di oro di cui alla L n° 7/2000 (oro da investimento e materiale d’oro ad uso industriale), nonché preziosi usati destinati alla fusione e/o trasformazione in materiale d’oro industriale, di importo pari o superiore a € 12.500,00.

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A tal proposito, occorre premettere che l’art. 1, comma 2 della predetta legge n° 7/2000, introduce, come segue, l’obbligo delle c.d. “Dichiarazioni in Oro”:

“Chiunque dispone o effettua il trasferimento di oro da o verso l’estero, ovvero il commercio di oro nel territorio nazionale ovvero altra operazione in oro anche a titolo gratuito, ha l’obbligo di dichiarare l’operazione all’Ufficio italiano dei cambi, qualora il valore della stessa risulti di importo pari o superiore a 20 milioni di lire. All’obbligo di dichiarazione sono tenuti anche gli operatori professionali di cui al comma 3, sia che operino per conto proprio, sia che operino per conto di terzi. Dalla presente disposizione sono escluse le operazioni effettuate dalla Banca d’Italia”.

Altresì, è necessario precisare che, ciò che fa scattare il suddetto obbligo di comunicazione, quando alla base delle cessioni vi sono oggetti preziosi usati di valore pari o superiore a € 12.500,00, è l’effettiva destinazione dei medesimi preziosi usati; ossia destinati a trasformazione/fusione per la conseguente produzione di oro da investimento e/o materiale d’oro ad uso industriale.

E’ opportuno, dunque, ai fini di una maggiore chiarezza interpretativa, distinguere le seguenti fattispecie operative:
1) Cessioni di oro (oro da investimento e materiale d’oro ad uso industriale) di importo pari o superiori a € 12.500,00;
2) Cessioni di oggetti preziosi usati (oggetti in oro nella forma di prodotto finito o di gioielleria, rottame, cascame o avanzi di oro) destinati alla trasformazione/fusione per la conseguente produzione di oro da investimento o materiale d’oro, di importo pari o superiore a € 12.500,00.

L’aspetto saliente, oggetto della presente circolare, riguarda, nello specifico, la ricaduta dell’obbligo di “dichiarazione in oro” durante il compimento delle suddette operazioni.

1) CESSIONI DI ORO (ORO DA INVESTIMENTO E MATERIALE D’ORO AD USO INDUSTRIALE) DI IMPORTO PARI O SUPERIORI A € 12.500,00.

Relativamente a tale fattispecie, si possono ulteriormente distinguere le seguenti casistiche:

a) Cessioni di oro tra 2 Operatori Professionali in Oro
b) Cessioni di oro da Soggetto Privato a Operatore Professionale in Oro
c) Cessioni di oro da Operatore Professionale in Oro a Soggetto Privato
d) Cessioni di oro da Operatore Professionale in Oro a Altri Operatori “Partita IVA”
In riferimento alle singole lettere sopra elencate, si illustra nella seguente tabella il “quadro sinottico” delle operazioni:

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In merito all’operazione di cui alla lettera b), si fa notare che l’obbligo di comunicazione scatta in capo all’Operatore Professionale in Oro che, tramite surroga, sostituisce il soggetto privato; quest’ultimo, infatti, in mancanza dei relativi requisiti soggettivi, non può essere tenuto alla comunicazione in esame.

2) CESSIONI DI OGGETTI PREZIOSI USATI DI IMPORTO PARI O SUPERIORI A € 12.500,00 DESTINATI ALLA TRASFORMAZIONE/FUSIONE (per la produzione oro da investimento o materiale d’oro industriale)

Per tali operazioni, invece, le casistiche sono le seguenti:
a) Cessioni di oggetti preziosi usati tra 2 Operatori Professionali in Oro
b) Cessioni di oggetti preziosi usati da Operatore Compro Oro a Operatore Professionale in Oro
c) Cessioni di oggetti preziosi usati da Soggetto Privato a Operatore Professionale in Oro

In riferimento alle singole lettere sopra elencate, si illustra nella seguente tabella il relativo “quadro sinottico”:

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L’Unità di informazione Finanziaria specifica che, per le suddette fattispecie, essendo l’oggetto della vendita “oro usato destinato a fusione”, l’obbligo dichiarativo non è dovuto; in questo caso, infatti, è la fonderia, parte acquirente, che, se autorizzata all’operazione, dovrà a sua volta valutare l’effettiva destinazione dell’oro in oggetto, e in caso la stessa ricada nelle fattispecie di Oro da dichiarare (ex. Art. 1, comma 1 della Legge n° 7/2000), dovrà effettuare la dichiarazione di acquisto.

Un ulteriore chiarimento, infine, è stato fornito al seguente quesito: “in caso di contestuale esercizio di attività di cui alla Legge n. 7/2000 e altre di fonderia (esercizio contemporaneo di attività di trasformazione, affinazione e produzione di Oro da investimento e attività di galvanica, fabbricazione di gioielleria e semilavorati di gioielleria), come si rapporta l’obbligo dichiarativo?” al quale l’Ufficio interpellato ha fornito le seguenti disposizioni operative:

“Indipendentemente dal tipo di attività svolta, i soggetti in capo ai quali ricade l’obbligo dichiarativo nei casi in cui è prevista la dichiarazione sono declinati al par. 2 – Soggetti tenuti alla dichiarazione della citata Comunicazione UIF del 1° agosto 2014”.

Milano, lì 29 luglio 2019

A N T I C O - CIRCOLARE N° 4-2019 (1.1 MiB)

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